Negli ultimi anni si è tanto parlato di “accettazione di sé”, di accettarsi per quello che siamo senza stravolgerci, di volersi bene e di self care. Termini come “body positivity”, “skin positivity” sono sempre più diffusi e in voga anche sui social. Ma di che si tratta?

Quando si parla di accettazione il rischio di venir fraintesi è altissimo, perché si vanno a sollecitare delle corde molto delicate in ognuno di noi. Si rischia di giudicare in modo superficiale, oppure di non capire fino in fondo, ma d’altronde non siamo nella pelle dell’altro.

Il principio è buono e giusto: vivere serenamente nella propria pelle, cercando di migliorarsi senza lasciarsi ostacolare dai propri difetti o inestetismi. Certo…questa è la teoria, ma cosa dire allora a quelle ragazze o ragazzi col volto segnato dall’acne che si sentono costantemente gli occhi addosso, ovunque vadano?

Non è semplice, questo genere di patologie si porta dietro tutto un bagaglio di sofferenza psicologica, non si tratta soltanto di qualche brufolo.

Che cos’è l’acne

L’acne è una patologia della pelle data dall’infiammazione dei bulbi piliferi e si presenta con comedoni, brufoli e cisti nella zona del viso, collo, spalle e dorso.

Comunemente si associa al periodo giovanile, ma può apparire anche in età adulta.

Vi spiego cosa succede:

  • la pelle segue un costante ciclo di rigenerazione, durante il quale le cellule morte si staccano e quelle nuove emergono
  • in alcuni casi però questo equilibrio risulta alterato, infatti sulla superficie della pelle si accumulano cellule morte e altre molecole di scarto che vanno ad ostruire i pori
  • all’interno dei pori la ghiandola sebacea secerne sebo, che non riesce ad uscire in superficie e lubrificare la pelle come dovrebbe, ma anzi si degrada e diventa irritante
  • nasce quindi un’infiammazione cutanea che porta alla formazione di comedoni, papule, pustole e nei casi più gravi, cisti.

Quali sono le cause dell’acne

Ci sono vari tipi di acne, ma in generale sono questi i principali fattori di rischio:

  • squilibri ormonali, ai quali la pelle risponde con una sovrapproduzione di sebo. Non a caso l’acne giovanile appare proprio durante l’adolescenza, quando cambia l’equilibrio ormonale dell’individuo. Anche la sindrome dell’ovaio policistico porta ad alterazioni che predispongono alla comparsa dell’acne.
  • cause batteriche, in alcuni casi è il batterio Propionibacterium acnes la causa della proliferazione dei brufoli e dell’infiammazione cutanea. Si trova normalmente sulla nostra pelle, ma in questi casi riesce a prendere il sopravvento.
  • stress, quando aumenta il cortisolo aumenta la produzione di sebo
  • familiarità e fattori genetici, è dimostrato che se uno dei genitori ha sofferto di acne, il figlio è più predisposto
  • farmaci e cosmetici, trattamenti farmacologici come quello con il cortisone o con steroidi favoriscono la comparsa di brufoli, così come alcune sostanze che si trovano nei cosmetici come la lanolina o gli oli minerali
  • alimentazione, non è stato dimostrato scientificamente che sia la causa scatenante dell’acne, ma sicuramente la peggiora. In alcuni casi l’acne può essere la manifestazione di un’allergia alimentare.

Tipi di acne e come si cura

Il trattamento per l’acne dipende ovviamente dalle sue cause e dalla gravità delle sue manifestazioni. Sarà lo specialista a valutare lo stato della patologia e l’eventuale percorso di cura. Queste sono le soluzioni comunemente usate:

  • per l’acne lieve (comedoni e una moderata quantità di brufoli), si tendono ad usare trattamenti topici, che agiscono uccidendo i batteri (antibiotici) oppure asciugando e disostruendo i pori (acido retinoico e derivati, acido azelaico)
  • se l’acne è moderata (comedoni, brufoli e pustole), si aggiunge ai trattamenti topici anche un antibiotico per via orale. Se l’acne è resistente agli altri trattamenti si può procedere anche con una terapia ormonale.
  • acne grave (comedoni, pustole e cisti), se tutti gli altri trattamenti non hanno funzionato solitamente si prescrive tretinoina per via orale e antibiotici.

Come si curano le cicatrici da acne

E una volta che si guarisce? L’acne lieve normalmente non lascia cicatrici, a differenza di quella moderata o grave. La soluzione dipende dal tipo di cicatrice:

  • in alcuni casi si tratta di veri e propri “buchetti”, che possono essere riempiti con dei filler, temporanei o permanenti.
  • se invece la grana della pelle è irregolare, le cicatrici sono multiple, ma poco profonde, si può intervenire con peeling chimici, dermoabrasione o needling.

Trattamenti non farmacologici per l’acne

La prima cosa da fare se si sospetta di soffrire di acne è parlarne con uno specialista, per capire quali sono le cause. Ci sono casi in cui, in accordo con il medico, possiamo scegliere di ricorrere ad un trattamento non farmacologico.

I farmaci comunemente usati per l’acne hanno numerosi effetti collaterali e rischi:

  • la terapia antibiotica per essere efficace deve essere protratta per un periodo prolungato, con tutti gli effetti collaterali comuni degli antibiotici e il rischio di sviluppare una resistenza ad una determinata molecola.
  • isotretinoina e i derivati dell’acido retinoico possono provocare secchezza della pelle, dermatite, ma anche problemi a reni e fegato. Sono inoltre sostanze teratogene, ovvero possono portare a malformazione del feto in donne incinta.

Quando possibile è bene quindi affiancare o integrare la terapia farmacologica con una skincare specifica. Nei casi di acne lieve un cambio nella skincare può portare già da sola ad un netto miglioramento. Una beauty routine apposita è fondamentale anche come trattamento di mantenimento o di prevenzione se siamo consapevoli di essere soggetti predisposti. Infine ci sono casi in cui per cause di forza maggiore non possiamo sottoporci a terapia farmacologica.

I consigli, in generale, per una pelle a tendenza acneica sono:

  • detergere la pelle mattina e sera con un detergente specifico, efficace ma non troppo aggressivo per non stimolare una sovrapproduzione di sebo
  • usare un tonico adeguato, che ristabilisca il giusto ph della pelle e magari abbia anche un azione delicatamente esfoliante, aiuti la rimozione delle cellule morte e favorisca la rigenerazione cellulare
  • idratare e nutrire la pelle costantemente con prodotti dalla texture leggera, ma efficaci, con attivi specifici

Biologique Recherche e le soluzioni per l’acne

Sonia ha seguito molti casi di acne ed è molto orgogliosa delle sue “ragazze” e “ragazzi”, quelle/i che ha accompagnato in questo percorso.

Serve esperienza e sensibilità per capire la pelle e prevedere come reagirà, senza averne mai la certezza matematica.

Serve cuore per seguire le sue clienti, ascoltare le loro esperienze e correggere il tiro se necessario, supportarle e incoraggiarle.

Servono anche gli strumenti giusti, e Sonia ha scelto i suoi, testati negli anni, caso dopo caso. Per i casi più delicati sceglie Biologique Recherche.

I prodotti “life-changing”, anche secondo numerose recensioni sul web, sono:

  • la Lotion P50, una lozione illuminante, purificante, che ristabilisce il ph naturale della pelle e aiuta la rigenerazione cellulare.
  • la Creme Dermopurifiante, a base di niacinamide, arnica, b3, estratti di piante e glicerina. E’ una crema molto idratante ma non troppo grassa, piena di attivi.
  • il Complexe Iribiol, un siero con acido salicilico, alfa-idrossiacidi, zinco, dall’effetto antiacne, delicato anche su pelli sensibili
  • il Siero Placenta, il siero riparatore per eccellenza, ottimo per curare le infiammazioni post brufolo
  • la Masque Vivant, con bentonite e caolino, alfaidrossiacidi, con un effetto antiaging ma anche seboregolatrice

Risvolti psicologici dell’acne e acne-positivity

Come accennato, è bene curarsi e cercare di migliorarsi per quanto possiamo. A volte però siamo talmente concentrati nel trovare una cura, una soluzione, che perdiamo di vista altri elementi fondamentali. L’acne infatti, come già accennato, ha anche un forte impatto psicologico su chi ne è affetto.

Ci sono principalmente due aggravanti:

  • l’acne è molto diffusa in età adolescenziale, una fase delicatissima per la formazione della propria personalità. Un commento fuori luogo, fatto con leggerezza, senza pensare alle conseguenze, può lasciare invece un segno inciso a fuoco nella memoria e plasmare chi saremo da adulti.
  • l’acne colpisce spesso il viso, la parte più esposta del nostro corpo, il nostro biglietto da visita. E’ una patologia subito evidente che difficilmente si può nascondere.

Secondo una recente indagine americana su duemila pazienti, pubblicata su BioPsychoSocial Med, le conseguenze psicologiche principali dell’acne sono:

  • timidezza e mancanza di fiducia in se stessi (71%),
  • difficoltà nelle relazioni sentimentali (43%),
  • difficoltà nel farsi nuovi amici (24%),
  • problemi a scuola (21%)
  • difficoltà a trovare un lavoro (7%)

Recentemente, sull’onda del movimento della body positivity, alcune figure popolari del mondo social (Aurora Ramazzotti, Matilda De Angelis, Giulia De Lellis) hanno dichiarato di soffrire o di aver sofferto di acne. Lo scopo è quello di normalizzare questa patologia, incoraggiando chi ne soffre a non lasciarsi ostacolare troppo dall’aspetto. Effettivamente sapere che la stessa condizione interessa tante altre persone, anche di successo, anche donne conosciute per la loro bellezza, alleggerisce un po’ il peso.

Il messaggio finale è sicuramente prendersi cura di sé e della propria pelle, curare l’acne e cercare di migliorare, ma nel frattempo non dimenticarsi di vivere, coltivare le proprie passioni, l’autostima e la sicurezza in noi stessi. Spesso, riguardo ai trattamenti, si parla di prima e dopo, anche noi lo facciamo, ed è importante rendersi conto dell’efficacia dei prodotti. Ma forse la cosa più importante è il “mentre”…mentre si cerca di migliorare non possiamo mettere la nostra vita in pausa.